Esposizione di Artista in galleria


🕔 28 settembre 2013

24 HOURS IN A DISCO

dal 28 settembre al 2 Novembre 2013

 

Fabiana Brognoli si dedica alla pittura come autodidatta, fuori da tradizionali schemi accademici, adotta tecniche miste composte da colori ossidi e da inserti di vari materiali ( materiale elettrico di recupero, gomma, stoffa, legno, rame, sughero, latta plastica, ferro, juta).
Nel periodo che va dal 1990 al 1995 è particolarmente sensibile all’avvento delle tecnologie digitali compresa la “Mutazione” in atto che costringe la mente umana a riadattarsi costantemente ad una realtà che appare incom- prensibile, perché in continua modificazione, alla ricerca di una ridefinizione del concetto di Uomo “Nuova carne”.
Il tema delle sue opere è il Ciberpunk , il rapporto tra Uomo e Macchina Informatica La “Mutazione” è una costante nella sua vita professionale e creativa, dal 1998 lavora come graphic & web desi-
gner, continua a dipingere e le piace sperimentare la creatività anche attraverso le nuove forme dell’arte digitale. Dal 28 Settembre al 02 Novembre presso “The Wall” Cremona saranno esposti alcuni lavori digitali realizzati con
la punta delle dita su iPhone e iPad utilizzando delle Touch Apps. La Mostra si intitola 24 Hours in a Disco
Come da anni si fa la musica con i computer, anche l’arte figurativa si può realizzare con strumenti digitali di utilizzo quotidiano: iPad e iPhone hanno svariate potenzialità, quelle che in termine tecnico si chiamano App, che permettono di fare tantissime cose, fra le quali anche dipingere.
Le opere esposte ne sono un esempio. Con la semplice gestualità di un dito trascinato su uno schermo, Fabiana Brugnoli oltrepassa il tramite del mouse per disegnare con istinto e creatività. La forma stilizzata delle figure unisce l’essenzialità delle linee con la brillantezza dei colori. E’ difficile per l’artista spiegare l’ispirazione che guida la scelta dei soggetti: come l’indice che disegna sullo schermo è un gesto senza filtri, anche la scelta dei soggetti è determinata da ispirazioni immediate ed irripetibili.
Tutte le opere nascono dallo schermo nero (la vecchia tela bianca) e solo tre utilizzano per gli sfondi una fotografia rielaborata.