WABI SABI – Mostra di Matteo Gerevini


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🕔 12 novembre 2015

INAUGURAZIONE – Sabato 14 Novembre 2015, ore 17:00

THE WALL – Via Capitano del Popolo 14 – Cremona – dal 14 Novembre al 13 dicembre 2015

 

“Le città sono l’immagine di una società in continuo cambiamento, nelle forme, nelle immagini, negli odori e sapori.

Sono portatrici di passato, presente e futuro.

Osservadole con un’occhio più sensibile, libero da preconcetti e capendone l’estetica imperfetta e vissuta, nella spontaneità della loro natura, ci si può avvicinanare ad una visione profonda ed intimista, dove ogni cosa può stupire, rendendo ogni parte elemento narrativo del trascorrere del tempo, tra silenzi e vuoti, che si caricano di inaspettati significati”.

MATTEO GEREVINI          

DESCRIZIONE TECNICA DELLE OPERE

Le opere realizzate per la mostra “WABI SABI – Verso un’estetica imperfetta e vissuta”, sono il risultato di una ricerca continua nell’utilizzo di strumenti e materiali differenti, che vanno dalle più usuali matite colorate fino ad arrivare agli acrilici, utilizzando varie tecniche, da quelle più tradizionali a quelle più sperimentali, su supporti diversi, dalla carta ruvida a media grammatura, fino ad arrivare a cartoncini spessi. Già la natura dei materiali e dei supporti diventano elementi che riflettono l’intenzione e l’idea che sta dietro alle realizzazioni: l’esplicitazione della propria natura, nella proprie imperfezioni e storie vissute, caratteristiche che racchiudono in sé la vera essenza e verità, della loro temporaneità. La tematica della mostra, per essere sviluppata e restituita agli utenti, ha necessitato di un’analisi di elementi che potessero essere facilmente raggiungibili, sia fisicamente, visivamente e mentalmente. Noi come esseri viventi viviamo giornalmente quello che è il palcoscenico quotidiano: la città. Questo insieme complesso, costituito da infiniti oggetti, racchiude in sé infiniti significati e messaggi, concetti che spesso sfuggono alla vista e alla mente, per involontaria, ma sempre più volontaria pigrizia nell’analizzare il contesto circostante. Invece, se si scende più in profondità, osservando con attenzione ciò che si incontra giornalmente lungo il cammino, si aprono prospettive completamente nuove, ed è qui che, privi di preconcetti, si riesce ad apprezzare ogni cosa, ogni dettaglio, anche il più piccolo, e scoprirne la storia, il mutamento, la vera natura, nei suoi aspetti imperfetti, di sincera e nostalgica semplicità. Le tecniche utilizzate rappresentano non solo il mezzo di restituzione di materiale su di un supporto, ma l’intento e le idee di determinate gestualità, per ottenere risultati visivi con una specifica valenza formale e significativa, dove le intensità di colore, la matericità della superficie, con discontinuità, solchi e graffi, rappresentano un sentimento spontaneo ma pregno di valore, intimo e sincero, che ha la volontà di esprimere quale sia stato il percorso e lo sforzo per arrivare a determinati risultati, mediante tratti con matite colorate, inchiostro e acrilici stesi direttamente con le dita. In questo modo si instaura un rapporto intimo col supporto e il linguaggio per comunicare si concretizza, tra il realizzatore, il supporto e la materia, un dialogo dove ognuno porta la propria storia che è insita nel profondo, fatta di tempo, esperienze e soprattutto di sincerità.

MATTEO GEREVINI